Pacoloni Ensemble

Il Pacoloni Ensemble sarà ospitato a Fussen.

Europaisches Ferstival der LauteQUARTETTO DI LIUTI 

Roberto Cascio              Franco Fois

          Fabio Mori            Carlo Stringhi

La nostra storia

Il Pacoloni Ensemble è nato sul finire degli anni ’90 per la pratica del repertorio appartenente alla famiglia del liuto, cioè all’esecuzione di musiche scritte per 2 o più liuti della stessa o di diverse intonazioni. Così Carlo Stringhi, Roberto Cascio e Fabio Mori (rispettivamente da Milano, Bologna e Firenze), decidono di dedicarsi a queste partiture e in particolare a una delle più famose raccolte di musiche per 3 liuti della seconda metà del ‘500. Ricca di balli e temi popolari e popolareggianti, spesso riuniti in piccole suites (passo e mezzo, padoana e saltarello) viene stampata da Pierre Phalèse a Lovanio nel 1564 con il titolo di: Tribus Testudinibus Ludenda Carmina. E’ musica gradevole, a tratti virtuosa, non libera da complicazioni di “incolonnamento verticale” tra le parti e di “acidità” armoniche che non di rado necessitano di essere addolcite. L’autore della raccolta è Giovanni Pacoloni, morto pare nel 1600. Al suo nome l’ensemble ha preteso di intitolare il proprio gruppo. E così, per qualche tempo, ogni volta che ne avevano occasione, il Pacoloni ensemble eseguiva, a Milano, a Firenze, a Bologna, a Siena il raro repertorio per famiglia di liuti utilizzando un piccolo liuto in re, un liuto in la o in sol e il suggestivo ( e sospetto antenato del chitarrone) liuto basso in re. Poi una lunga parentesi, dovuta alle personali vicende della vita quotidiana.

Nel 2013 avviene il ricongiungimento di Cascio con un vecchio amico liutista, compagno di studi e di corsi di liuto: Franco Fois, da Cagliari. Franco, membro del direttivo della Società Italiana del Liuto, cercava a Bologna un luogo dove poter far suonare la European Lute Orchestra. Fu così, che grazie anche alla completa collaborazione e disponibilità offerta da P. Domenico Vittorini, direttore artistico del San Giacomo Festival di Bologna, l’orchestra europea di liuti ha potuto essere accolta nell’oratorio di San Filippo Neri per un bel concerto di 40 liutisti provenienti da tutta Europa che hanno suonato, liuti, arciliuti, tiorbe, colascioni e chitarre. Successivamente Franco è entrato a far parte del Pacoloni.

Il suo ingresso è stato determinante per ricompattare l’ensemble su un programma (ancora più specifico e quindi ancora più insolito e raro) per quattro liuti di diversa intonazione presente nel Thysius Lute Book, una cospicua raccolta di intavolature (da 1 a 4 liuti) di inizio ‘600. Il Pacoloni quindi, accogliendo il suggerimento di Fois, ha successivamente deciso di dedicare un intero programma all’integrale delle musiche ad oggi conosciute per quartetto di liuti: dal nominato Thysius, alla elegantissima raccolta Le Secret des Muses di Vallet, al balletto del reggiano Pietro Paolo Melli, alle canzoni intavolate da Adrianssen. Il concerto è stato eseguito più volte, da ultimo (15-18 ottobre 2015) in una breve tournèè che dopo l’oratorio di Santa Cecilia a Bologna e il Museo del Cambonino a Cremona ha avuto due date nel Friuli, nell’ambito dei concerti dedicati al liutista mosaicista Domenico Bianchini ( al quale Fois ha dedicato un bel libro tuttora disponibile, arricchito da un cd con le musiche per liuto composte dal mosaicista).

Nel corso del 2015, importante è stata anche la collaborazione con il gruppo vocale di Ferrara, Accademia dello Spirito Santo, per un concerto in Santa Cecilia a Bologna sui madrigali del liutista ferrarese di fine cinquecento Francesco dall’Occa. Il Pacoloni ha inoltre partecipato al cd sulle musiche del bolognese Giovan Tommaso Lambertini composte sulle ottave delle Stanze di lontananza di Bernardo Tasso, padre di Torquato. Nel settembre del 2014, nella Pinacoteca di Bologna, ha poi collaborato alla conferenza su La Madonna del Rosario in San Giovanni in Monte, tenuta dal Prof. Franco Faranda (musiche da Le Secret des Muses di Nicolas Vallet).

Roberto Cascio

pacoloni

Le caratteristiche del nostro repertorio

L’esecuzione della letteratura per quartetto liutistico, di per sè poco consistente quantitativamente, necessita di quattro liutisti, ma non si accontenta di quattro liuti. Infatti sono diverse le combinazioni strumentali che le fonti residue ci tramandano. Può risultare necessario che tra il primo e il secondo liuto ci sia un intervallo di quarta, o di seconda; tra il secondo e il terzo liuto un intervallo di seconda o di terza; tra il terzo e il quarto liuto un intervallo di seconda o di quarta. Le combinazioni che ne derivano sono possibili con i cinque strumenti utilizzati nei nostri concerti.

Il quartetto “Pacoloni Ensemble” nasce come sviluppo del preesistente trio, che prendeva il nome dal più prolifico autore della letteratura per tre liuti: Giovanni Pacoloni. I componenti mettono in comune le loro esperienze individuali, maturate in contesti e percorsi diversi, e affrontano la difficoltà logistica dovuta alla dislocazione geografica (i quattro provengono, nell’ordine, da Milano, Cagliari, Bologna e Firenze) pur di portare avanti l’arduo progetto di fare il punto sull’esistente letteratura per quartetto. Essa è infatti la punta di un iceberg che ci svela una pratica ben più diffusa e basata soprattutto sulla capacità di improvvisazione. Oltre alle versioni originali per quartetto (dal Thysius Lute Book, dal Pratum Musicum di E. Adriaenssen e da Le Secret Des Muses di N. Vallet) i programmi prevedono elaborazioni per quartetto di brani di G. Pacoloni e Pietro P. Meli.

Franco Fois

I PACOLONI A CREMONA – OTTOBRE 2016

Pacoloni, 2 ottobre P1020586

I PACOLONI A CREMONA  – OTTOBRE 2015

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CONCERTO VIVARO – OTTOBRE 2015

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